Fallimento start up: le 7 cause più comuni e le percentuali di insuccesso

Parliamo di Start Up e Fallimenti, due parole che nel bene e nel male coesistono e continueranno a farlo per la stessa natura di quelle aziende che vogliono portare avanti un’innovazione, infatti la definizione di start up che più mi piace e che più fa capire lo stato di incertezza di una “new co” è racchiusa in questa definizione di Steve Blank: “un organizzazione temporanea alla ricerca di un modo per scalare”.

Prima di partire, come in ogni articolo, semmai fossi capitato qui la prima volta voglio presentarmi: Sono Enrico e di lavoro trasformo idee innovative in aziende.
Mi occupo principalmente di start up digitali, oggi gestisco diverse attività e ho scoperto che per diventare un #businesscreator le cose da fare sono molto distanti dalle teorie da palco che i “guru” ti raccontano. 

Quello che ci tengo sin da subito a smarcare riguardo a questo articolo, e come tratto molto approfonditamente in go to starter, è che gli errori che qui vedremo possono essere, in alcuni, casi facilmente evitabili, ma andiamo per ordine ed entriamo nel vivo dell’argomento.

Fallimento start up: i dati e le percentuali

Nel 2019 CBinsights.com ha condotto uno studio, ancora molto attuale, sulle cause di fallimento di una start up definendo le percentuali delle casistiche basandosi su più di 100 casi. Questo studio è ancora oggi molto apprezzato e molti imprenditori lo usano come base per capire quali sono le cause più comuni del fallimento di una strat up

Ma perché è stato così importante? Sicuramente per la prima volta gli startupper si sono dovuti scontrare con dati reali che indicavano quali fossero i fattori reali del loro fallimento. Ma l’aspetto più sorprendete di questo studio è che, dall’analisi effettuata, la maggior causa di fallimento di una start up è proprio nelle sue origini. Che significa? Lo studio di CBinsights.com ha individuato che il 42% (la percentuale maggiore) delle start un falliscono per ASSENZA DI MERCATO.

Scopriamo di che si tratta. 

Assenza di mercato: la prima causa di fallimento di una start up

Aprire una start up non è semplice, ne ho parlato tantissime volte qui sul blog, e ho sempre detto è importantissimo PIANIFICARE e adottare il Metodo Lean. Pianificare e sperimentare prima di lanciare effettivamente i tuoi prodotti o i tuoi servizi evita quella che secondo lo studio di cui ti ho parlato poco fa è la prima causa di fallimento di una start up cioè l’assenza di mercato.

Circa il 42 % delle start up analizzate hanno fallito perché il mercato non aveva mai richiesto quel prodotto o quel servizio offerto. Se qualcosa non serve a nessuno che senso ha farla! So che ci sono moltissimi startupper e imprenditori (a proposito sai qual è la differenza? Leggi qui!) che credono di avere avuto idee geniali che cambieranno il mondo ma se falliscono vuol dire che non si sono mai chiesti davvero: SERVE A QUALCUNO LA MIA IDEA GENIALE?

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Ti svelo un trucco che uso sempre quando mi approccio ad un nuovo progetto: per capire se un servizio o un prodotto può servire chiediti sempre in che modo può semplificare la vita o risolvere un problema di un potenziale cliente. Se riesci a risponderti, continua per quella strada potrebbe essere una buona idea. Se hai bisogno di uno schema per rispondere a questa domanda usa il PROBLEM SOLUTION FIT CANVAS.

Fallimento start up: altre cause comuni “minori”

Abbiamo analizzato quella che è la causa principale del fallimento di una start up, ma che ne sono delle altre? Certo, purtroppo! Vediamo le più comuni con le relative percentuali. 

  1. Mancanza di fondi adeguati (29%);
  2. Team sbagliato e poco interessato al progetto(23%);
  3. Competitor forti (19%);
  4. Pricing errato e costi elevati (18%);
  5. Prodotto di scarsa qualità (17%);
  6. Business Model sbagliato (17%);
  7. Piano di marketing e strategia non efficace  (14%).

Queste sono le altre sette più comuni cause del fallimento di una start up o di una piccola impresa che ha appena iniziato il suo corso. 

Ho notato anche un’altra cosa che mi sembra interessante segnalate. Molti startupper credono che se la loro campagna di crowdfunding è andata bene, il gioco è fatto! Beh, mi dispiace dirlo ma non è così! Una cosa è fare storytelling aziendale e sapersi presentare durante una campagna di ricerca fondi, tutt’altra è poi mettere sul mercato un prodotto valido o un servizio utile. Anche se si parte con fondi alti non è detto che si sfondi, soprattutto oggi che il mercato, soprattutto per le start up digitali, è in continua evoluzione. 

Le 3 cause più comuni di fallimento di una start up nel 2021 

Anche se lo studio citato è del 2019, trovo che sia ancora molto valido. Tuttavia, ho individuato le 3 cause più comuni di fallimento di una start up nel 2021 anche basandomi sulla mia esperienza e su quella dei miei colleghi startupper. Diciamo che quest’anno non è stato facile per le nuove imprese, ma in generale sono errori comuni che si commettono purtroppo spesso quando si avvia una nuova attività. 

Per farlo sceglierò una metafora ispirandomi al gioco degli scacchi! Vediamo quali sono le azioni più comuni nel 2021 che portano al fallimento di una start up

1. Non ritenere importante il team o sceglierne uno sbagliato 

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Innanzitutto la prima cosa da dire è che la start up non è fatta solo dal suo startupper (e forse a volte nel in questo mondo si dimentica!). L’ “IOCENTRISMO” (scusa temi il neologismo) è un male comune di molti startupper perché, ispirati dai grandi big, avviano le loro imprese basando tutto sulle loro idee e sulla propria esclusiva crescita professionale. Ecco credo che nel 2021 questa possa essere una possibile causa di fallimento per una start up. Mark Suster, noto imprenditore americano, una volta ha detto: Il singolo non costruisce grandi imprese, ma il giusto team lo fa. E secondo me ha ragione. Avere un team, ascoltarne le opinioni e crescere insieme sono, al contrario, cause del successo di una nuova impresa. 

Tuttavia, a volte fidarsi troppo del proprio team e accorgersi solo dopo che si trattava di una squadra poco motivata o sbagliata porta allo stesso modo al fallimento di una start up. La prima caratteristica che deve avere ogni componente della squadra è credere nel progetto, ma non basta. Capacità e competenza sono fondamentali per avviare una start up. 

Schiera la tua “armata” definendo ad ognuno il proprio ruolo, proprio come in una partita di scacchi: un team completo e organizzato è alla base del successo.  

2.  Sottovalutare la concorrenza

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La prima cosa che devi fare quando vuoi lanciarti sul mercato è una attenta ANALSI DEI COMPETITOR. Nel mondo del business non puoi certo fregartene se qualcuno fa qualcosa simile a te e soprattutto se la fa bene. Sottovalutare la concorrenza nel 2021 è secondo me la seconda fondamentale cause di fallimento di una start up.

Non prendere in considerazione la concorrenza o non darle la giusta importanza, espone la tua start up ad una mossa dell’avversario cioè ad uno “scacco matto” che per piccole start up appena avviate può essere fatale. 

3. Non avere una strategia di digital marketing vincente

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Il marketing online e offline è la chiave del successo. Se non si ha una strategia di marketing vincente è sicuro il fallimento. Prima di avviare la tua start up pensa che tipologia di marketing usare e quali sono i canali migliori che usano i tuoi potenziali clienti e punta tutto su quello. Non ‘è una ricetta prestabilita, ma sicuramente “giocare su una scacchiera digitale” ha oggi i suoi vantaggi: social media marketing, email marketing, content marketing. Le opzioni sono tante, basta avere solo la giusta strategia per non fallire.  

Queste erano le tre cause più comuni di fallimento di una start up nel 2021 e spero che questa giuda ti sia utile se stai per avviare una start up. Se, invece, ancora non sai come trasformare le tue idee in business reale ho qualcosa che può interessanti. Dai un’occhiata al mio webinar gratuito!

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