I 9 punti dei Frequentatori di Corsi Seriali

Esistono dei pattern, da osservatore e discreto frequentatore di corsi (che frequento con il contagocce e quando mi servono), che vedo ripetersi in modo preoccupante da una percentuale davvero alta (direi la stragrande maggioranza) dei partecipanti, vediamoli assieme:

1- Si iscrivono al corso

2- pagano, qualsiasi cifra, anzi, più costa, più potranno “bullarsi” con gli amici a calcetto e i colleghi imprenditori, non senza, smettere minimamente di andare al risparmio più estremo per tutte quelle che sono le spese aziendali (esclusa auto, e capannone).

3- appena arriva al corso postano sui social un bel selfie con frasi inutili e scontate del tipo: “o ti formi o ti fermi”, oppure “siamo qui per imprarare”, oppure “si impara dai migliori”, convinti che la partecipazione a questo corso trasformerà la sua SNC con REGIME DEI MINIMI in una corporate in grado di competere con Amazon.

4- durante il corso prendono morbosamente appunti, non perdono nemmeno una parola di tutto quello che viene detto sul palco, nel cesso e anche durante le pause, pur consapevoli che quegli appunti non verranno mai e poi mai riletti e con tutta probabilità rimarranno sulla scrivania sino a che, qualcuno, mosso a compassione, non deciderà di buttarli nella differenziata (cosa che, comunque, avviene nelle migliore delle ipotesi, entro 6 mesi).

5- alla fine del corso scatta la voglia irrefrenabile di telefonare e parlare dell’evento appena trascorso con 3/4 della popolazione mondiale, condendo l’esperienza con frasi altisonanti in pieno effetto DUNNING-KRUGER del tipo: “finalmente ho capito cosa devo fare”, “non puoi capire, adesso mi prendo il mondo”, “vedrai cosa ti combino da qui a un anno” oppure l’ever greeen “adesso spacco tutto”.

6- Indicono una riunione plenaria, di emergenza, con tutti: dipendenti, soci, collaboratori, venditori, consulenti, invitano anche il direttore di banca e le segretarie del commercialista, e nella stessa riunione scimmiottano il “guru” con cui hanno passato il weekend cercando di mettere assieme in modo completamente disconnesso quattro slide contenenti una accozzaglia di pseudo strategie mixata malamente a qualche frase motivazionale e qualche grafico che l’andamento del mercato globale….. tutta roba che getta nello sconforto, nella noia, nell’angoscia e nell’agonia tutta la compagine aziendale.

7- Dopo circa 7 giorni, tutto finalmente, come per magia, torna alla normalità, l’effetto del corso è svanito, le buone vecchie pratiche aziendali che applicava il nonno negli anni 70 tornano ad essere la procedura standard aziendale. Il buon vecchio metodo di trattare i prezzi sino all’osso, essere ovunque in azienda e occupare tutti i ruoli, trattare male i dipendenti e i fornitori, essere sempre incazzati, stressati, snobbare il marketing e tutto ciò che è tecnologico, finalmente, è tornato ad essere come è sempre stato.

8- Hanno fatto il corso, hanno passato un bel weekend, ma l’unico cambiamento ottenuto è quello di essere più leggeri sul conto corrente di qualche migliaia di euro, anche se non lo ammetteranno mai, il corso, non è servito ad un emerito cazzo.

9- Arriva, come un fulmine a ciel sereno, il Guru che annuncia un nuovo corso! Ancora meglio! Con strategie ancora più aggiornate che solo chi parteciperà al corso potrà conoscere! Che costa il doppio dell’altro e che finalmente potrà dargli quegli elementi aggiuntivi, che, in verità, sono il motivo per cui dell’ultimo corso  non sono riusciti ad applicare nulla….

E così, tristemente, RIPARTONO SENZA RENDERSENE CONTO, PARI PARI, DAL PUNTO 1.

Invito esclusivo per i lettori di Enrico Pisani

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