Sviluppo di una start up: tutte le fasi

Pre-seed, early stage, series a… che roba sono queste fasi che le persone usano citare ma che spesso non capiamo cosa significhino davvero?

Lo scopriamo in questo articolo facendo chiarezza su quello che è il percorso naturale di una Start up e di come vengono definite le varie fasi di sviluppo.

Prima di partire, come in ogni articolo, semmai fossi capitato qui la prima volta voglio presentarmi: Sono Enrico e di lavoro trasformo idee innovative in aziende.
Mi occupo principalmente di start up digitali, oggi gestisco diverse attività e ho scoperto che per diventare un #businesscreator le cose da fare sono molto distanti dalle teorie da palco che i “guru” ti raccontano. 

Ciclo di vita e fasi di una start up

Se sei uno startupper e vuoi aprire una start up o hai già fondato la tua azienda devi assolutamente conoscere quali sono le sue fasi di sviluppo. Alcuni chiamano le schema di cui ti parlerò tra poco anche  “ciclo di vita” di una start up, ma la sostanza è sempre la stesse: quali sono le fasi che caratterizzano la storia imprenditoriale di una start up.

In un’ottica imprenditoriale (scopri come ottenerla leggendo la mia guida sul mindset imprenditoriale ) capire quali saranno le fasi di sviluppo di una start up è davvero importante per orientare futuri investimenti o programmare nuove iniziative. Essere a conoscenza delle fasi di sviluppo successive ti prepara anche a gestire meglio i rischi e a evitare un eventuale fallimento. 

Leggi anche: Fallimento start up: le 7 cause più comuni e le percentuali di insuccesso

Se da un lato è vero che ogni start up ha la sua storia e la sua evoluzione, questa suddivisione in fasi può aiutare a capire dove un progetto potrebbe portare e a orientare nel giusto modo gli investimenti. Ma adesso vediamo quali sono queste fasi che caratterizzano il ciclo vitale di una start up. 

Le fasi di una start up: quali sono?

Prima di elencare le varie fasi è necessario fare una premessa: non è detto che tutte le start up debbano attraversare tutti le fasi, ogni azienda ha comunque il suo corso. In questo articolo ovviamente le analizzerò tutte, ma se la tua start up non ne ha passata una, non c’è niente che non va, ha soltanto fatto un percorso diverso. 

Cercherò anche di identificare il metodo di finanziamento più adatto da abbinare ad ogni fase (non sai come finanziare la tua start up? Scopri il crowdfunding!)

Le fasi di vita di una start up sono:

  1. Bootstrap o Pre-seed
  2. Seed
  3. Early stage
  4. Growth (Early growth )
  5. Exit 

Vediamo ora nel dettaglio in cosa consistono!

Fase di ideazione e validazione: Bootstrap o Pre-seed

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Questa è la fase che preferisco! Sapevi che ho scritto un libro proprio su come fare diventare le IDEE veri e propri BUSINESS? (ti lascio il link al mio libro QUI), ma non solo…. ho proprio creato un Ecosistema attorno a questa tematica perché essendo il mio lavoro ed avendo molte aziende che seguo direttamente o tramite Thrive X sono in condizione di raccontare molto bene quello che succede.

La fase dell’ideazione è quella che vede lo startupper come il principale protagonista. Ci vuole un’ idea brillante per fondare una start up vincente. Ma la sola idea, come dico sempre, non basta! Ecco perché si parla di fase di ideazione e validazione, solo quest’ultima ti permette di capire come e co che strumenti sviluppare la tue idea e se la stessa avrà successo. 

Si parte da un foglio di carta e, se sei fortunato, un team con il quale fare brainstorming sull’idea. Paino piano si passerà anche alle fasi di test, ma intanto questa prima fase è tutta dedicata a mettere a punto una buona idea vincete e validarla.

Per quando riguarda gli investimenti, direi che in questa fase una start up è ancora troppo acerba per poter pensare di ottenerne da investitori esterni (anche se la cultura media Italiana dice il contrario, sbagliando) e spesso è lo stesso startupper che investe i propri risparmi per portare avanti la sua idea. In USA si parla anche di “investimenti FFF” cioè quelli che derivano da Family, Friends e Fools (schiocchi), cioè si può sperare solo nell’aiuto economico di famigliari, amici o da “folli” che come te credono in un’idea innovativa! 

Se hai un idea e vuoi avere più chiaro come “gira” tutta la faccenda davvero, partecipa a questo webinar gratis!

Invece, un metodo di finanziamento che sta prendendo sempre di più piede tra gli startupper e gli imprenditori di oggi è il Bootstrapping cioè quel processo che prevede l’autofinanziamento senza l’intervento di investitori esterni. Certo è più rischioso ma le soddisfazioni sono moltissime (per approfondire leggi il mio ultimo articolo sul Bootstrapping).

Un altro modo per provare a ottenere fondi nella fase iniziale di una start up è far parte di un incubatore per start up e pmi. Se non sia di che si tratta, leggi la mia guida completa sugli incubatori start up, oppure tramite il Crowdfunding.

La validazione

All’interno della prima fase di vita di una start up, non devi mai dimenticarti che c’è anche una cosa importantissima da fare: VALIDARE UN’IDEA. Come ti ho già detto, avere un’idea di business geniale e innovativa non basta, bisogna capire se potrebbe funzionare. Ecco perché la Market Validation è davvero fondamentale. 

Se vuoi vedere una pratica di Validazione tramite Smoke test, ho scritto anche questo articolo.

Fase di seminazione: Seed

Dopo che hai lavorato un po’ sull’idea e iniziato una strategia di Market Validation accorgendoti che può funzionare, la tua start up entra nella sua seconda fase di vita che è la più importante. 

Nella seconda fase il “seme” dell’idea diventa piano piano un progetto concreto. 

Qui entra in gioco il Metodo Lean Start up che ti permette di “testare” l’efficacia di un’idea coinvolgendo anche i consumatori in target potenzialmente interessati al tuo prodotto o servizio. 

Per quanto i metodi di finanziamento in questa fase si può iniziare a contattare finanziatori esterni o iscrivere la propria start up a piattaforme di crowdfunding specializzate.

In questa fase puoi anche iniziare a delineare una campagna di marketing ma soprattutto creare il BUSINESS MODEL CANVAS della tua strat up

Diciamo che le cose si iniziano a fare serie!

Fase di inizio: Early stage

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Una volta che la tua idea ha iniziato a prendere forma serve “l’approvazione” del mercato di riferimento. Questo passaggio è importantissimo. Devi cercare di ottenere il maggior numero di feedback sulla tua idea e i suoi possibili sviluppi. In questa fase, che precede quella di crescita esponenziale, è importante indagare su cosa il pubblico in target pensa e se sosterrebbe, acquistando prodotti o servizi offerti, la tua azienda. 

Sviluppare un prodotto prendendo sputo dai feedback dei propri buyer personas è un vantaggio che devi saper sfruttare in questa fase di crescita della tua start up

Ricorda anche di fare una attenta analisi di competitor, considerando non solo le start up ma tutte le piccole, medie e grandi imprese del settore. 

Fase di crescita: Growth ( Early e Sustained Growth)

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La quarta fase ha inizio quando lanci il primo prodotto o servizio sul mercato. A questo punto inizia la crescita, appunto “the Growth”. Adesso devi solo pensare alla crescita e all’espansione della produzione. Piano piano devi cercare di aumentare i clienti e fidelizzare quelli che hanno creduto sin dai primi passi alla tua idea. 

In questa fase potresti anche penare di far crescere il team assumendo nuove risorse e devi cercare di organzzare al meglio la logistica (uffici, materiali, spedizioni, negozi fisici, investire in software dedicati, etc;).

Questa fase può essere suddivisa a sua volta in due fasi distinte:

  1. Early growth: con questa espressione si intende il lavoro che c’è da fare a qesto punto su business model, piano di marketing e promozione della start up in tutti i canali disponibili. In questa fase si dispongono gli investimenti più corposi perché devono dare letteralmente una “forte spinta” al progetto ormai del tutto avviato. 
  2. Sustained Growth: con questa espressione, invece, si fa riferimento all’attenzione alla crescita dei clienti e del fatturato “sostenuta”. 

Fase finale: Exit

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Non tranquillo, non stiamo parlandi di uscite di sicurezza né di fallimento di start up. La quinta fase, chiamata appunto Exit, rappresenta quel momento in cui la tua star up sarà “abbastanza grande” da riuscire ad andare avanti da sola, senza più bisogno di investitori esterni. 

L’Exit di una start up può avvenire in diversi modi: 

  1. quotando in Borsa la propria attività;
  2. tramite l’acquisizione della start up da parte di un’azienda più grande;
  3. tramite buyback, cioè quando i fondatori riescono grazie agli introiti a riacquistare anche le quote degli investitori che erano servite per far partire il business. 

Ovviamente, in questo articolo ho cercato di sintetizzare il meglio possibile tutte le fasi che può vivere una start up, per attraversale tutte fino all’Exit bisogna fare un costante e duro lavoro.  Se hai bisogno di consigli su questo “cammino” a volte non facile, chiedimi pure consigli!

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