Leadership: definizione e i 6 stili di Goleman

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Un articolo completo dove ti spiego quali sono i 6 stili di leadership più comuni secondo Goleman, ma sei solo tu a decidere che imprenditore vorrai essere!

Prima di partire, come in ogni articolo, semmai fossi capitato qui la prima volta voglio presentarmi: Sono Enrico e di lavoro trasformo idee innovative in aziende. 
Mi occupo principalmente di start up digitali, oggi gestisco 7 attività e ho scoperto che per diventare un #businesscreator le cose da fare sono molto distanti dalle teorie da palco che i “guru” ti raccontano.

Prima di iniziare vorrei contestualizzare questo titolo, e il motivo per cui mi prendo il diritto di parlarne.

No, non sono l’ennesimo ciarlatano che si professa esperto del settore, quanto più un imprenditore che ha dovuto imparare sulla pelle cosa significa essere leader e di come la leadership può cambiare in bene o in male i risultati di una intera organizzazione.

Ho iniziato a sperimentare, o meglio subire, questi concetti nella mia prima esperienza lavorativa, in una delle multinazionali più grandi al mondo nell’ambito della TLC, e, di come i vari manager e le loro decisioni influissero in modo incredibile sulle prestazioni di interi progetti.

Io stesso performavo molto di più, a parità di compiti, con alcuni manager piuttosto che con altri, e non era un caso che iniziavo a fiutare una certa “incapacità” di alcuni pensando a cosa avrei potuto fare meglio se fossi stato al loro posto, sino a bramare il fatto di entrare in “cabina di regia” per far vedere quanto valevo.

Poi, finalmente, ad un certo punto sono passato io dall’altra parte della staccionata, ero io il manager e dovevo gestire prima poche persone e poi, piano piano, mi sono trovato a gestire una forza vendita molto grande che si è espansa così tanto da raggiungere 3 contenenti diversi e ti posso dire con tutta certezza che l’esperienza mi ha insegnato molto più di quanto libri e teorie abbia fatto.

Sono stato un bravo Leader? non sta me a dirlo, e non è nemmeno il tema di questo articolo, ma posso dire che ho ottenuto dei risultati di primissimo ordine arrivando a gestire diverse migliaia di collaboratori, quindi di esperienza direi che ne ho fatta tanta, ne ho viste di tutti i colori e ho commesso tantissimi errori che mi hanno fatto imparare.

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Sono Enrico e sono un imprenditore un po nerd, che ha scoperto sulla sua pelle che per diventare un #businesscreator non serve seguire le teorie imprenditoriali del “guru” di turno ma di esperienza su campo. Mi occupo di start up digitali, oggi gestisco 7 attività e amo raccontare come è possibile togliersi tante belle soddisfazioni. Se hai delle idee che vuoi trasformare in business, soprattutto se non sai da dove iniziare, devi assolutamente leggere il mio nuovo libro.

Leggendo “7 SHOT PER CREATORI DI BUSINESS” non solo saprai come diventare un imprenditore evoluto, ma ti fornirò anche una serie di BONUS Gratuiti del valore di 197€ con 2 ore di Training video digitali, una Guida alla creazione del Business Plan e Guida alla creazione del Business Model Canvas!

Proprio per questo motivo in questo articolo vorrei affrontate un argomento spesso trattato con troppa sufficienza o comunque con poca conoscenza in merito a cosa significa realmente essere leader, infatti, la leadership, è un argomento complesso che bisogna affrontare con grande attenzione. 

Oggi parliamo di leadership, un argomento complesso che bisogna affrontare con grande attenzione. Avere un leader capace è la chiave del successo di ogni azienda o start up, ma come sappiamo non basta anche il team è importante (se vuoi scoprire quale è l’elemento più importante per il successo di una startup clicca qui). 

Definire il significato di leadership e i ruoli di un bravo capo, ti aiuterò a capire se sei un buon leader per la tua azienda o se il tuo capo può considerarsi un leader vincente.

Leadership: definizione e significato

La parola leadership deriva dal verbo inglese to lead, cioè condurre, guidare o dirigere e colui che lo fa prende appunto il nome di leader. Questo termine ha, quindi, a che fare con la capacità di saper dirigere un gruppo di persone che lavorano in un’azienda, ma non solo. Ad esempio, anche il capitano di una squadra sportiva viene chiamato leader. 

Boss e Leader

Un leader ha il compito di dirigere le persone che lavorano con lui ma deve farlo secondo determinati standard. Uno degli aspetti più importanti della leadership aziendale è la comunicazione, un vero leader comunica con il suo staff, condivide gli obiettivi e sceglie la strategia per raggiungerli insieme agli altri membri del team. 

La leadership non corrisponde al comando dei dipendenti, ma alla loro guida. Un vero leader, infatti, lavora insieme al suo team. Infatti, in inglese si usano due parole differenti per indicare questo concetto: il capo che non guida il proprio team è il boss mentre il capo che guida, motiva e aiuta il team è un vero leader.

Leadership: i 6 stili di Goleman

Nel suo best-seller Leadership Emotiva”, Daniel Goleman, psicologo, scrittore e giornalista statunitense, ha individuato 6 stili di leadership. Ha studiato il comportamento di diversi leader e business men individuando le caratteristiche più salienti. Vediamo insieme i 6 stili di leadership di Goleman!

Stile visionario

Un leader visionario è colui che condivide gli obiettivi e la missions aziendali con tutto il resto del gruppo e lavora a fianco dei suoi dipendenti per raggiungere gli obiettivi. Uno dei principali obiettivi di un leader visionario è creare una sorta di “sogno collettivo” da condividere con chiunque lavori con e per lui in modo che tutti prendano a cuore le sorti dell’azienda. 

Inoltre, un leader visionario è quello che riesce a mantenere un clima positivo ed entusiasta all’interno della sua azienda e ad essere empatico con gli altri. Secondo Goleman, le principali competenze di un leader visionario sono sicurezza di sé, empatia e propensione al cambiamento. Insomma, il capo che tutti vorremmo o vorremmo essere!

Stile democratico

Il leader democratico è quello che meglio di tutti riesce a valorizzare le competenze del proprio team e far risaltare i punti di forza di ogni componente. La caratteristica principale di un leader democratico è quella di partecipare attivamente a tutte le operazioni, sapendo anche delegare e responsabilizzare i dipendenti quando necessario.

Quando deve prendere una decisione, ascolta le opinioni di tutto il team e chiede un confronto sempre aperto, democratico appunto. Inoltre, è abile a far sviluppare ai propri dipendenti una forte consapevolezza delle loro capacità, così da potersi fidare completamente. 

Stile del leader coach

Un leader come un allenatore sportivo deve motivare la sua “squadra” per raggiunger gli obiettivi. Ma come per una squadra di calcio, un buon coach deve far emergere le potenzialità di ogni componente e capire come sfruttarle al meglio all’interno della propria azienda. 

La motivazione della propria squadra è secondo Goleman fondamentale perché fa in modo che i dipendenti siano dotati di spirito d’iniziativa e predisposti a crescere professionalmente.

Il leader coach è un abile motivatore ma questo stile di leadership funziona solo se ci sono un grande affiatamento e senso di collaborazione tra lo staff.

Stile esigente o incalzante

Il leader esigente ha come unico pensiero quello di raggiungere gli obiettivi aziendali ed è estremamente determinato nel farlo. Per questo è molto esigente nei confronti del proprio team, spesso prestando poca attenzione alle esigenze persali di ogni componente. La maggior caratteristica di un leader incalzante è quella di avere un forte spirito d’iniziativa.  

Uno stile esigente o incalzante di leadership potrebbe a lungo andare minare alla serenità dell’ambiente lavorativo perché le continue richieste del capo potrebbero provocare grave stress nei dipendenti. 

Ma non sempre questa tipologia di leadership è negativa. Infatti, se un leader è davvero bravo può ispirare con la sua forte motivazione anche il suo gruppo e presentarli ogni giorno nuove sfide emozionanti e motivanti.

Stile federatore o armonizzatore

Diciamo che questo stile di leadership non si discosta molto da quello democratico. La differenza è che un leader federatore ha come principali obiettivi quello di “fare gruppo” e di creare una realtà aziendale unita e coesa. Infatti, un leader federatore è convinto che connettere le persone le porti ad ispirarsi e a stimolarsi l’un l’altra. 

Inoltre, un leader federatore è davvero bravo a gestire i conflitti e le incomprensioni avendo doti diplomatiche spiccate. La sua figura è un vero punto di riferimento nelle situazioni di crisi o particolarmente stressanti. 

Stile autoritario

Questa è la tipologia di leader più pericolosa per un’azienda. Un leader autoritario tende alla coercizione dei propri dipendenti e non dà loro realmente modo di esprimere le proprie competenze. 

Un leader che adotta questo stile è quello che definirei più un boss: impone le sue regole, non è aperto al dialogo, è rigido e autoritario. Il clima lavorativo che si crea intorno ad un leader con questo stile non è certo dei migliori. 

Per capire subito se un capo adotta questo stile bisogna osservare come reagisce alla critiche, se non le accetta e non ammette repliche allora si tratta di un leader autoritario. Tuttavia, Goleman individua una situazione particolare durante la quale questo stile di leadership potrebbe fare bene ad un’azienda, cioè durante una crisi grave o un fallimento. 

Se vuoi scoprirne di più sulla leadership e sulla capacità di gestione imprenditoriale, ho creato una guida ai migliori 10 libri per sviluppare una mentalità imprenditoriale vincente che potrebbe interessarti. 

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