Metodo Lean start up: cos’è davvero?

Oggi parliamo di un argomento che avrai già sentito nominare ma che sono sicuro che non sai davvero di cosa si tratti. Ti spiegherò com’è nato e cos’ è davvero il metodo Lean start up. Questo metodo può esser applicato a qualsiasi business e vedrai che conoscerne i segreti ti sarà davvero utile. 

Questo argomento descrive in modo molto chiaro una strategia da Business Creator, a cui dedico l’intero blog!

Ma veniamo a noi, in quanto è l’unico metodo che ti permette davvero di mettere in pratica IN TEMPI BREVI la tua idea e proprio per questo molte start up innovative lo hanno adottato. Ok, ancora non hai capito? Tranquillo in questo articolo approfondiremo tutto. Sono convinto che alla fine, proverai anche tu a adottare questo metodo per concretizzare la tua idea di business

Perché dovresti fidarti di me? Amo definirmi un Business Creator ed è proprio quello che faccio e che insegno. Ho realizzato un Webinar gratuito che ti da proprio la possibilità di capire come far diventare realtà la tua idea di business. Ma non solo! Su questo argomento ci ho scritto un libro intero, una vera e propria guida per chi vuole trasformare le idee in imprese: 7 SHOTS PER CREATORI DI BUSINESS.

Adesso iniziamo con l’argomento principale dell’articolo e vediamo cos’è, come è nato e a cosa serve davvero il metodo Lean start up

Metodo Lean start up: chi lo ha inventato? 

Vorrei rispondere a questa domanda dicendoti che ho inventato io questo metodo ma purtroppo non è così!

Scherzi a parte, cominciamo con un po’ di storia. Il metodo Lean start up è stato elaborato dal giovane Eric Ries nel 2008. Tuttavia, chi ha studiato a fondo questa metodologia sostiene che sia basata sulla Lean manufacturing, una filosofia di produzione snella e fluida adottata già a patire dagli anni ’80 nelle aziende automobiliste che giapponesi. 

Il merito di Ries è stato quello di elaborarne un vero e proprio metodo che si può adattare ad ogni tipo di business e che con l’avvento massiccio delle start up ha avuto un grosso successo. Eric Ries ancora oggi gestisce il sito ufficiale del Lean start up e il suo libro “ The Lean Startup: How Constant Innovation Creates Radically Successful Businesses” del 2011 è ancora uno dei più venduti sull’argomento. 

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45 minuti di altissimo valore con le nozioni che ti servono per trasformare una idea innovativa in fatturato e vendite. Approfondiremo quali sono le particolarità del mercato italiano e perché molto spesso quello che i corsi di formazione e i libri americani insegnano, in verità, se rapportate alla nostra realtà, sono la ricetta fallimentare. Se hai delle idee che vuoi trasformare in business, soprattutto se non sai da dove iniziare, questo webinar fa per te!

Lean start up: una definizione

Per dare una definizione di Lean start up vorrei cominciare citando le parole che presentano il libro di Ries: 

“ Il metodo Lean start up è l’approccio al business che viene adottato in tutto il mondo. Sta cambiando il modo in cui si costruiscono le aziende e si lanciano nuovi prodotti.

Il metodo Lean start up consiste nell’imparare ciò che i tuoi clienti vogliono veramente. Si tratta di testare continuamente la tua visione, adattandoti e regolandoti prima che sia troppo tardi.

Ora è il momento di pensare Lean.”

Già leggendo queste poche righe avrai capto che siamo davanti ad un nuovo modo di fare business, un metodo che ha cambiato davvero la prospettiva di moltissimi imprenditori e startupper

Metodo Lean start up: cos’è davvero?

Arriviamo alla domanda centrale del nostro articolo: cos’è il Lean start up. Per spiegarlo meglio partiamo da un esempio: immaginiamo che tu abbia una idea innovativa che può risolvere un problema pratico che alcuni tuoi potenziali clienti ti hanno esposto. Diciamo che hai trovato una soluzione geniale ma che forse prima di metterla in pratica potrebbero passare mesi o anni. Passato questo tempo, ti presenti sul mercato con questo prodotto super innovativo ma sorpresa: non serve più a nessuno! Non sarebbe stato meglio testare e raccogliere informazioni riguardati il prodotto dai potenziali clienti molto prima? Se avessi scoperto che non serviva più a nessuno non avresti sprecato soldi e energie! 

Il metodo Lean start up serve ad accorciare i tempi che intercorrono dall’INTUIZIONE alla COMMERCIALIZZAZIONE. L’obiettivo di questo metodo è far capire ad un imprenditore su cosa può funzionare e cosa no e quindi investire su qualcosa che davvero SERVE. 

Viene utilizzato soprattutto dalle start up perché sono la tipologia di impresa che all’inizio ha meno soldi da investire e non può permettersi sprechi inutili. Ma come vengono accorciati i tempi? Tutto si svolge in tre fasi, scopriamole insieme. 

Le tre fasi del metodo Lean start up

Le fasi del metodo Lean star up sono: 

  1. Ideazione e Progettazione;
  2. Verifica e Test (lancio di prova sul mercato);
  3. Modifica o Perfezionamento.
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Tuttavia, non devi essere così rigido nel seguire queste fasi. Ho preparato questa infografica proprio per farti capire che si tratta di un ciclo unico e proprio per il fatti che tutto avviene in tempi brevi le vari fasi possono sovrapporsi. 

Ovviamente la prima fase è quella dell’ideazione e della progettazione del prodotto ma stai attento: NON si parla di un PRODOTTO FINITO pronto per la commercializzazione. L’innovazione di questo metodo sta proprio nel prevedere la creazione di “prodotti di prova” (con pezzi limitati, tester o scelta di un campionario di potenziali clienti). Questi prodotti serviranno a testare l’efficacia della tua idea e grazie ai feedback di chi ha comprato il prodotto o sato il servizio si può passare alla fase di modifica e perfezionamento. 

Alcuni potrebbero pensare che usare questo metodo significhi commercializzare un prodotto non ancora finito o incompleto, ma n è così! Il punto forte del metodo sta proprio nel fatto che, senza perdere tempo, un imprenditore possa offrire il MIGLIOR PRODOTTO possibile per i suoi clienti perché nasce proprio grazie a loro e ai feedback ricevuto. 

Il metodo Lean start up in questo senso serve ad ottimizzare e migliorare al massimo l’efficienza del processo di produzione di una start up o di una impresa in generale. 

I 3 pilasti della metodologia Lean start up

Dal 2008 ad oggi intorno al metodo Lean start up si è creato un vero e proprio mondo. Moltissimi imprenditori e startupper lo hanno adottato testandone l’efficacia. Esistono dei veri e propri pilastri di questo metodo che devi conoscere se anche tu vuoi provare ad applicarla alla tua idea. Scopriamoli insieme!

1. Minimun viable product o Mvp

Questo è forse il concetto più famoso che nasce da questo metodo. Mvp significa “ versione minima del prodotto” quindi si tratta di una versione iniziale e non ancora definitiva del prodotto o del servizio che una start up sta sviluppando. Secondo una definizione che mi piace molto un Mvp è la “versione di un nuovo prodotto che consente ad un team di raccogliere la massima quantità di conoscenza validata sui clienti con il minimo sforzo.”

Stiamo parlando di un prodotto non sviluppato ancora nei dettagli ma che ha già alcune delle caratteristiche del prodotto finale e in questo è diverso da un prototipo. Infatti, mentre un prototipo è il “primo esemplare” di un prodotto o di un servizio così come esso finirà sul mercato un Mvp non è definitivo ma soprattutto potrebbe anche essere semplicemente un contenuto informativo volto a testare la fattibilità di un progetto. Di cosa sto parlando? Un video esplicativo che permette di vedere in anteprima un prodotto o una box di prova ad esempio.

 Aprire una start up o lanciare un nuovo prodotto senza fare un test del genere è un rischio che ormai sol in pochi corrono. Lo scopo di questo metodo è infatti quello di testare prima del lancio la validità della tua idea senza spendere un capitale

2. Continuous deployment

Il concetto di Continuous deployment o distribuzione continua è un altro importante pilastro del metodo di Ries. Nello specifico si applica al mondo dei software e delle app, nel quale le start up sono sicuramente le aziende leader. Per Continuous deployment, infatti, si intende una procedura di sviluppo di software accelerata che permette il suo lancio quando ancora è in evoluzione. 

Ad esempio, grazie a questo metodo, una start up che ha prodotto un app di food delivery può migliorarne l’efficacia e l’usabilità proprio mentre i primi utenti stanno già iniziando a usarla e arrivando i primi commenti. I punti di forza di questa procedura sono: l’aggiornamento costante, l’implementazione dei suggerimenti derivanti dai feedback degli utenti e l’automazione del processo. 

C’è una bellissima espressione latina che può riassumere il Continuous deployment: IN FIERI, che signfica “in divenire” cioè che il tuo prodotto cambia e migliora quando è già sul mercato, evitando così un flop catastrofico. 

3. Split test

Nella fase di verifica del metodo Lean start up, una delle cose principali da fare è uno Split test. Noto anche come A/B test, si tratta di un test che prevede prima la creazione e poi l’offerta al cliente di due versioni diverse dello stesso prodotto o servizio. Se si ha la possibilità di far testare due versioni dello stesso prodotto, capire quale sia la migliore o come integrare le due darà dei risultati pazzeschi. 

Lo Spilt test è uno dei modi più efficaci per raccogliere informazioni e feedback utili prima di scegliere la versione definitiva che tua start up dovrebbe lanciare sul mercato. 

Abbiamo approfondito il metodo Lean start up ma non è finita qui! Infatti, aspetta sul mio blog tanti altri contenuti che ti spiegheranno davvero come trasformare le tue idee in business vincenti. Intanto, leggi i miei ultimi articoli: 

Analisi competitor di una start up: come si fa?

Start up vs lifestyle business: qual è la differenza?

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