Lo Strano rapporto tra PMI e Carte di Credito dominato dall’ignoranza

Abito in centro città e ho un posto auto di la della piazza dove abito al quale accedo tramite un cancello che comando con un telecomando, non ci sono le chiavi (o meglio, non le ho), quindi se per caso mi si scarica la batteria del telecomando rimango chiuso fuori.

Ti racconto questo proprio perché quello che mi è successo è esattamente questo: mi si è scaricata la batteria del telecomando e sono rimasto fuori!

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Grazie ad un amico che ha anche lui l’auto all’interno di questo parcheggio entro, prendo la mia auto e vado, ovviamente dal ferramenta più vicino per poter sostituire la mia batteria.

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Penso, visto che è finito il lockdown…. non vado al centro commerciale, ma vado in una piccola azienda per poter dare una mano dopo più di due mesi di chiusura ad un piccolo imprenditore che sicuramente sarà contento di vedere qualche cliente.

E così, trovo un ferramenta, porto dentro il mio bel telecomando chiedendo gentilmente che mi venga sostituita la batteria, un operazione facilissima:

  1. apri il telecomando
  2. prendi la vecchia batteria e la butti nel raccoglitore apposito
  3. inserisci la batteria
  4. prendi i soldi
  5. saluti il cliente

E così doveva andare…. ma qui viene il bello:

la mia esperienza di acquisto ha avuto una brusca frenata al punto 4 quando, al momento del pagamento di 2,5€ ho fatto quello che faccio sempre, non girando praticamente mai con contanti, gli ho dato la mia carta di credito modo del tutto normale ma la sua risposta mi ha lasciato senza parole, segue il dialogo tra me e lui, leggilo attentamente:

Negoziante: noooohhhh dai la carta di credito no!

Io (preoccupato): perché che succede? c’e’ qualche problema?

Negoziante: no dai… paga in contanti perché con la carta pago di più di commissioni che non quello che guadagno, per 2.5€ non ne vale la pena.

Io (senza parole, anche se avrei voluto spiegargli che nel 2020 dare servizi di base ai clienti è l’unico modo per non farsi sormontare dai grandi gruppi e dagli on line store) l’unica cosa che riesco a dire è: non ho contanti mi spiace non li uso mai, in più stanno sconsigliando l’utilizzo per la diffusione del Covid19….

Negoziante: No no, guarda ti rimonto la tua pila e non facciamo nulla.

Io (cercando di far capire che stava facendo una stupidaggine imprenditoriale): ma guardi che sono anche io un imprenditore, conosco molto bene le tariffe delle carte di credito, non è più come negli anni 90 dove c’e’ un fisso, da oramai più di 10 anni è a percentuale quindi…. non ci perde nulla.

Negoziante, interrompendomi: no no guardi non mi interessa, le rimonto la sua pila, un attimo, ecco il suo telecomando, mi spiace ma le banche sono tutte ladre.

Io: grazie, dispiace più a me (che andrò al centro commerciale, che non verrò mai più qui e che non consiglierò mai a nessuno di venire qui)

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Quindi, sotto i miei occhi increduli: rimonta la mia vecchia pila, mi ridà il telecomando e io sono poi andato in un centro commerciale, in un grande gruppo nel quale mi hanno sostituito la batteria al volo senza fare storie.

Ora, semmai fossi uno di quelli imprenditori che non hanno capito che il mondo è cambiato e che l’esperienza di acquisto del cliente è l’unica cosa che tiene in piedi la tua bottega dalle bombe nucleari che il web e il grandi gruppi ti stanno tirando ogni giorno.

Voglio smontare le idee auto distruttive nel mio “amico” ferramenta che comportandosi così si sta bruciando non so quanti clienti ogni giorno e che, se non cambia davvero registro, sta mettendo la sua azienda in una posizione davvero difficile.

Tariffe Carte di Credito

Andiamo a vedere i principali istituti di credito cosa propongono come tariffe per un pos:

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Visti questi numeri, possiamo dire che una percentuale media di mercato potrebbe aggirarsi in torno a questa:

1,50% senza costi fissi

Il che significa che sul mio acquisto di 2,5€ per la batteria del telecomando il negoziante avrebbe dovuto corrispondere alla banca, per dare un servizio in più al cliente, “l’enorme ed insostenibile” cifra di:

3,5 centesimi iva inclusa

Ciò detto, quanto può costare e quanto potrebbe aver marginato il nostro ferramenta sulla vendita della batteria del telecomando?

Ho trovato sul web la marca e il modello precisi che il ferramenta mi aveva proposto e il costo all’ingrosso, che giustamente, è molto contenuto:

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Pertanto, quanto è la marginalità (molto grezza esclusi tutti i costi aziendali) del prodotto venduto?

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A fronte di queste cifre ho una domanda per te, se tu fossi quell’ imprenditore:

Saresti disposo a perdere PER SEMPRE un cliente per 3 miseri centesimi?

Immagino di no!

Eppure la fuori è pieno di “imprenditori” che continuano a rifiutare pagamenti con le carte di credito, o peggio, non dotarsi di POS continuando a pensare che i costi da sostenere solo eccessivi.

Questa cosa, non solo è un abominio da un punto di vista imprenditoriale, è anche una cosa estremamente sconveniente da un punto di vista di “immagine”, perché situazioni come queste generano effetti collaterali assolutamente da evitare come:

  • segnalazione al 117 e alla guardia di finanza come indicato qui
  • pessime review sui canali social e su google

Dovresti chiederti se i tuoi clienti valgano solo l’1,5% dello scontrino, si, perché se è davvero fosse così, allora è giusto che i tuoi clienti se ne vadano da qualche altra parte a comprare.

Detto questo ognuno è libero di capire se vale la pena ascoltare le scimmie urlatrici che si hanno nel cervello o finalmente capire come gira il mondo e smetterla di farsi fregare clienti da tutte le parti.

Tutto sommato: “ognuno è padrone del proprio destino”.

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Parliamo un secondo di Costumer Centricity

Alcuni principi come:

Asseconda le richieste del mercato, dai una giustificazione alle persone di venire da te, migliora l’esperienza di acquisto dei tuoi clienti, tutte queste oggi senza se e senza ma dovrebbero essere le colonne portanti di ogni imprenda grande o piccola che sia.

Dico dovrebbero perché in verità è la colonna portante di Amazon che dell’esperienza di acquisto del cliente ne ha fatto il cavallo di battaglia principale, quasi un ossessione, ma che alla fine li ha fatti trionfare nel mercato mondiale.

Aggiungiamo il fatto che oggi il cliente viene incalzato continuamente all’utilizzo delle carte di pagamento da tutte le parti, anche nel periodo di quarantena hanno più volte sconsigliato l’utilizzo del contante prediligendo il pagamento con le carte, pertanto devi rendere conto che il cliente oggi VUOLE pagare con la propria carta, anche un caffè da 1€, perché è più comodo, perché è più igienico, perché è più sicuro e, cosa da non sottovalutare, perché gli e lo dicono in TV e nei giornali come puoi leggere in questo articolo di Quifinanza.

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Viste tutte queste premesse sta a te scegliere se mettere il tuo ego al centro, le tue stupide credenze ed andare in contro a tutta velocità verso una progressiva uscita dal mercato o finalmente iniziare a mettere i tuoi clienti al centro dell’attenzione assecondando quello che il mercato chiede.

Come sempre dipende da te, io come imprenditore questi rischi non posso permettermeli, ma anche egoisticamente dico una cosa:

È giusto che se uno non è più adatto al mercato lasci il posto ad altri

Non è una frase cattiva, ma la realtà, d’altronde la natura ci dice che le evoluzioni non fanno prigionieri.

Detto questo ecco alcune cose che personalmente ho deciso di fare nelle mie attività in questi anni e che voglio condividere con te:

  • Aggiornare e verificare che il contratto sui pos attivo era quello aggiornato e in linea con quelli del mercato
  • Attivare diverse forme di pagamento “agevolative” tipo Apple Pay, Google pay, Amazon Pay di modo da permettere ai clienti di pagare comodamente e velocemente con lo smartphone
  • Rimanere aggiornati sul mondo dei pagamenti cashless perché tra nuovi processori di pagamento, criptovalute e/o utilizzo di buoni elettronici esiste un mondo di clienti, specie le nuove generazioni, che vogliono pagare in quel modo.

Qui sotto trovi un video realizzato nel 2018 proprio sull’argomento.

Cosa ne pensi tu della questione carte di credito come imprenditore?

Credi ancora che le carte di credito siano una spesa o la vedi come me, ovvero, una condicio sine qua non per rimanere sul mercato.

PS: in questo articolo non affronto la questione “American Express” perché fa storia a se e la affronterò in un altro articolo.

Ecco un video del maggio 2018 dove parlo dell’argomento
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