Web3: cos’è, vantaggi, polemiche e a cosa servirà per la tua start up o azienda?

Oggi stiamo vivendo nell’era del Web 2 o 2.0, ma quale sarà la sua evoluzione?

Alcuni l’hanno già teorizzata, coniando il neologismo Web3. Prima del 2020 nessuno ne aveva mai parlato. Tu ne hai mai sentito parlare? In questo articolo ti spiegherò qual è l’evoluzione dl web in generato e più nello specifico parleremo del Web3, dei suoi vantaggi e delle polemiche ha già generato. 

Se hai una start up o una azienda proiettata verso l’innovazione, questo articolo potrebbe davvero aiutarti a trovare nuovo spunti di azione e investimento o farti capire verso dove si sta orientando il mondo del digital e del web.

Premetto che il Web3 ha un forte collegamento con il mondo blockchain, criptovalute e gli nft ma probabilmente sentendo queste parole ti vengono in mente soltanto situazioni speculative o di flipping nft che poco centrano con l’applicazione di queste tecnologie alle aziende: Scopriamo insieme di che si tratta. 

Prima di partire, come in ogni articolo, semmai fossi capitato qui la prima volta voglio presentarmi: Sono Enrico e di lavoro trasformo idee innovative in aziende.
Mi occupo principalmente di start up digitali, oggi gestisco diverse attività e ho scoperto che per diventare un #businesscreator le cose da fare sono molto distanti dalle teorie da palco che i “guru” ti raccontano. 

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Come si è passati dal web a web3: la storia del web

Il web non è sempre stato così come lo conosciamo, negli anni ha subito vere e proprie rivoluzioni. Immagina il succedersi delle ere preistoriche, con cambiamenti molto importanti tra una e l’altra, ma nel giro di 30 anni. Ecco anche il web ha vissuto e vive ancora le sue era di sviluppo. 

Al momento se ne possono individuare 3: Web 1, Web 2 e Web 3, la sua ultima evoluzione di cui parleremo più nello specifico. Vediamo lo schema: 

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Il Web 1 e Web 2

Quando si parla di Web 1 o 1.5 si intende la prima fase di sviluppo della rete internet. Si poteva definire anche il web dei contenuti ( vi ricorda qualcosa “The content is the king” ??) perché era costituito solo da pagine di testo e non c’era interazione con l’utente. Negli anni ’90 navigare sul web era un po’ come aprire un giornale e leggere le notizie. 

Il Web 2, o web 2.0 come lo chiama per la prima volta nel 2004 Tim O’Relly il padre del web, è quello che tutti noi conosciamo. Possiamo definirlo web dinamico e interattivo perché è proprio nell’interattività la sua grande rivoluzione. Dai primi anni 2000 (ti ricordo che 2001 nasceva Wikipedia, la prima enciclopedia “scritta” dagli utenti) il web 2 ha isto nascere le prime community, i blog, i siti wiki e poi i social network massima espressione dell’interattività e della partecipazione dell’utente con il web. Oggi “condividere” qualcosa sul web non ci sembra nulla di straordinario ma prima non era affatto così. Nell’era del web 2 nascono tutti i social media  più famosi, e-commerce e market place,  e il web diventa per la prima volta il luogo migliore dove investire per le aziende. È grazie al web che oggi possiamo aprire una start up digitale ad esempio. Io non voglio proprio immaginarlo un mondo senza il web come oggi lo conosciamo. 

Eppure ecco che la storia va avanti e si sta già iniziando a parlare di Web3, soprattutto nel mondo della Blockchain e dei business online. Imprenditori con una mentalità imprenditoriale aperta stanno già lavorando per trovare nuove opportunità di investimento e guadagno. Ti spiego un po’ meglio di che si tratta. 

Cos’è il web3? Un po’ di informazioni 

Non molto tempo fa in un’intervista Valeria Portale, direttrice dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, alla domanda cos’è il Web3 ha risposto così:

“Si tratta di un cambio di paradigma: alla base rimane il web, ma rispetto alla versione che oggi conosciamo non ci saranno applicazioni concentrate nelle mani di pochi attori”.

Anche se sicuramente non avrai ancora chiaro di cosa stiamo parlando, questa definizione ci dice una cosa importante: il web3 è un cambio di paradigma nel mondo della rete. 

Ancora  è difficile dare una definizione chiara e definita del Web3, ci siamo dentro, è un processo che si sta sviluppando. Ci sono molti scenari possibili che potranno realizzarsi, anche se personalmente sto seguendo proprio in questi mesi un progetto molto ambizioso costruito interamente su questa tecnologia, ma cercherò di spiegarti quali sono le basi del Web. 

In generale, la caratteristica principale del Web3 è la DECENTRALIZZAZIONE, significa che i contenuti non sono più appartenenti ad un’unica piattaforma o server che li possiede ma sono distribuiti nell’intera rete. 

Sai da dove viene questa idea? Il Web3 sfrutterà la tecnologia delle blockchain che è la stessa che sfruttano le criptovalute. Non ci sarà un polo centralizzatore della rete mentre oggi ce ne sono moltissimi diversi ( ad esempio Youtube per i video). 

Il Web3 è una rete dove tutti potranno co-partecipare ricevendo vantaggi economici, ecco perché viene visto dagli imprenditori e startupper di oggi come un’opportunità con infinite nuove applicazioni e spazi inesplorati.

Questa era la teoria in generale, ma come verrà applicato al mondo del business e delle start up? Cosa cambierà per l’economia di rete? Cerchiamo di capirlo insieme analizzando i vantaggi del Web3. 

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Web3: novità e vantaggi per l’economia e le start up?

Le start up sono aziende in continuo sviluppo, quindi sapranno sfruttare al meglio anche le nuove applicazione de Web3. Ma quali saranno i vantaggi? Sarà una rivoluzione positiva? Sicuramente oggi è troppo presto per analizzare tutti i vantaggi del Web3 ma se ne possono individuare tre: sicurezza, privacy/anonimato, e la decentralizzazione stessa. Vediamo insieme. 

1. LA SICUREZZA: se conosci un po’ il mondo della blockchain saprai che i dati utilizzati sono sempre protetti dalla crittografia (tecnica di rappresentazione di un messaggio in una forma tale che l’informazione in esso contenuta possa essere recepita solo dal destinatario) e cioè più sicuri. Inoltre, non avendo essendoci un sever unico non è necessario un passaggio di dati verso l’esterno, tutti rimane a chi produce quel contenuto stesso o inserisce quei dati. In questo modo le transazioni dirette sarebbero molto più semplici e automatiche, cosa che potrebbe essere molto vantaggiosa per le startup. In ogni caso i dati in questo nuovo sistema Web3 saranno molto più facilmente gestibili e molto più protetti. Ecco perché uno dei vantaggi è proprio la sicurezza, 

2. LA DECENTRALIZZAZIONE: non avere un polo centrale a cui fare riferimento snellirà moltissimo i percorsi web. La caratteristica principale del Web3 sarà sicuramente anche il suo più importante vantaggio. La decentralizzazione creerà una sorta di economia diffusa per cui il “potere economico digitale” non sarà solo in mano a pochi accentratori (o meglio questo è quello che ci auguriamo) e anche gli imprenditori di start up potranno trarne vantaggio. Non sarà sicuramente da sottovalutare la possibilità per le imprese di autofinanziarsi ed avere un sistema di crowdfunding basato sulla tokenizzazione della propria impresa.

Esempio1: un caso che ha messo in atto questa decentralizzazione che già si può studiare e quello di Filecon. Questo sistema è una sorta di iCluod o Google Drive (solo per farti capire meglio) ma nel settore della blockchain. Permette agli utenti di salvare i propri contenuti senza avere una data center centrale ma si appoggia a tutti i computer collegati alla blockchain. In questo modo, non si “affidano” i dati ad una sola “memoria” ma è sempre possibile sapere dove sono e monitorarne gli spostamenti. Inoltre, chi affitta lo spazio presente sull’hard disk del proprio computer a Filecon ottiene in cambio una quantità di criptovaluta spendibile. È un po’ difficile forse, ma questo servizio permette di affittare la propria memoria ad altri in cambio di criptovaluta, tenere tracciati gli spostamenti e non fare capo ad un sistema centrale. Questo è un buon esempio di Web decentralizzato

Esempio2: parliamo del provider di domini e siti internet in blockchain UnstoppableDomains dove puoi registrare il tuo dominio in blockchain (rete polygon) e per questo non avere costi di rinnovo, collegarlo ai tuoi wallet e gestire invio e ricezione di valute e nft.

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3. L’ANONIMATO: uno dei vantaggi del Web3 potrebbe essere il mantenimento dell’anonimato nelle operazioni principali. Se non c’è più un “polo” a cui fare riferimento, perché dover dare tutti i nostri dati a qualcuno. Spesso ci iscriviamo ai siti, compilando form enormi di dati, solo perché ne riceviamo un vantaggio. Se la rete diventerà più decentralizzata, perché dovremmo ancora concedere i nostri dati a un solo sito? I dati non dipenderanno più da una specifica azienda perché i nostri dispositivi non si collegheranno più a server centrali, bensì distribuiti su tutta la rete. In questo modo, i dati non verranno forniti dagli utenti ad un’unica e specifica azienda. 

Le polemiche sul Web3: quali potrebbero essere gli svantaggi?

Partiamo da un presupposto, ancora non siamo entrati nell’era del Web3, tuttavia c’è già chi lo critica.

Non è tutto oro quello che luccica! Infatti, una delle prime voci contrastanti è proprio quella di Elon Musk, CEO di SolarCity, Tesla e SpaceX, che in una delle sue tante sparate ha affermato che il Web3 sia solo un’inutile trovata del marketing che non potrà avere nessuna applicazione nella realtà, anche se…. ad essere sincero, il buon Elon ci ha ormai abituati a cambiare idea sulle cose come cambia il vento.
Infatti non è la prima volta che a seguito di sentenze sensazionalistiche ha seguito retromarcia clamorosi nel giro di poche ore, basti pensare alla vicenda bitcoin e tesla, in cui in meno di una settimana abbiamo assistito alla esaltazione del token per poi bandirlo dalla propria azienda per poi virare quasi senza senso verso una cryptomoneta inutile detta shit/memecoin come Dodge.

Nello stesso momento in cui critica questa tecnologa Anche Jack Dorsey, fondatore di Twitter, nonostante si sia sempre interessato di blockchain e criptovalute non crede che il processo di decentralizzazione possa essere realmente portato a termine. 

Un’altra critica riguarda l’aspetto del controllo dell’informazione e dei contenuti. Se non esiste un polo centrale, come si possono controllare e come si possono moderare i contenuti pubblicati? Anche questa sarà una sfida del Web3.

Quindi se da un lato c’è chi pensa che il Web3 darà a tutti l’opportunità di guadagnare in quanto sarà più facile distribuire il valore sulla rete, altri credono che sia solo un’utopia.

Inoltre, credi che sia davvero così utile? Quanti utenti riusciranno a sfruttare al meglio il Web3 e la sua decentralizzazione? Se così deve essere, io personalmente mi sto già muovendo in questo mondo e applicando soluzioni sino a ieri impensabili a diverse realtà in cui collaboro. 

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